L’odierno borgo di Campoverde nacque inizialmente con il toponimo di “Castrum Sancti Petri in Formis”, in riferimento alla chiesa di San Pietro in Formis. Questo centro abitato si sviluppava intorno alla chiesa dedicata al Santo Pietro, Principe degli Apostoli, nei pressi di un’antica edicola dedicata a San Cesario, primo santo venerato nel territorio pontino.
La nascita ufficiale di Campoverde risale al 9 gennaio 1661, anno in cui fu registrato nel catasto, insieme al vicino borgo di Carano. Il borgo fu edificato per iniziativa del console Demetrio e comprendeva un castello, successivamente trasformato in un edificio religioso per la sua robustezza e imponenza. Alcuni frammenti di queste strutture sono ancora visibili oggi.
Uno degli eventi storici più significativi che interessarono Campoverde fu la Battaglia di Campomorto, combattuta il 21 agosto 1482. Qui, le truppe pontificie, guidate dal capitano veneziano Roberto Malatesta, sconfissero quelle del Duca di Calabria, Alfonso II. In una relazione inviata al Papa, Malatesta si riferì al borgo con il nome di “Campomorto,” appellativo nato dall’abbandono del luogo, che divenne sterile e improduttivo.
Nel corso dei secoli, il territorio vide numerosi eventi tragici:
Tra gli atti di eroismo legati a Campoverde spiccano:
Tra gennaio e maggio 1944, il borgo fu teatro di intensi scontri. All’interno delle sue mura trovarono rifugio sia gli abitanti locali che gli sfollati di Aprilia. Un bosco nei pressi di Campomorto ospitava un accampamento militare americano, nascosto agli osservatori tedeschi. Nel maggio 1944, durante l’Operazione Buffalo, il borgo divenne un centro per la raccolta di prigionieri tedeschi.
Nel 1958, il borgo di Campomorto venne rinominato Campoverde per abbandonare il richiamo al tragico passato. Negli anni ’60, all’esterno dell’antico casale fu eretto un cippo in memoria dei caduti della Repubblica Sociale Italiana (RSI), unico nel suo genere in Italia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, diverse unità militari operarono nel territorio, tra cui: