Campoverde

L’odierno borgo di Campoverde nacque inizialmente con il toponimo di “Castrum Sancti Petri in Formis”, in riferimento alla chiesa di San Pietro in Formis. Questo centro abitato si sviluppava intorno alla chiesa dedicata al Santo Pietro, Principe degli Apostoli, nei pressi di un’antica edicola dedicata a San Cesario, primo santo venerato nel territorio pontino.

Origini del Borgo

La nascita ufficiale di Campoverde risale al 9 gennaio 1661, anno in cui fu registrato nel catasto, insieme al vicino borgo di Carano. Il borgo fu edificato per iniziativa del console Demetrio e comprendeva un castello, successivamente trasformato in un edificio religioso per la sua robustezza e imponenza. Alcuni frammenti di queste strutture sono ancora visibili oggi.

La Battaglia di Campomorto (1482)

Uno degli eventi storici più significativi che interessarono Campoverde fu la Battaglia di Campomorto, combattuta il 21 agosto 1482. Qui, le truppe pontificie, guidate dal capitano veneziano Roberto Malatesta, sconfissero quelle del Duca di Calabria, Alfonso II. In una relazione inviata al Papa, Malatesta si riferì al borgo con il nome di “Campomorto,” appellativo nato dall’abbandono del luogo, che divenne sterile e improduttivo.

Campomorto tra Malaria e Guerra

Nel corso dei secoli, il territorio vide numerosi eventi tragici:

  • Durante la Prima Guerra Mondiale, molti prigionieri austriaci morirono nella zona a causa della malaria.
  • Seconda Guerra Mondiale: Con lo sbarco Alleato ad Anzio e Nettuno il 22 gennaio 1944, Campoverde divenne un avamposto strategico per le operazioni militari americane. Il borgo fu occupato dal 504° Reggimento Fanteria Paracadutisti Americano, che utilizzò la chiesa come punto di osservazione per l’artiglieria.

Eroismo sul Campo di Battaglia

Tra gli atti di eroismo legati a Campoverde spiccano:

  • Wendell M. Preece, assistente medico del 30° Reggimento della 3° Divisione di Fanteria USA, che il 30 gennaio 1944 compì azioni eroiche che gli valsero la Distinguished Service Cross.
  • William J. Johnston, soldato del 180° Reggimento Fanteria della 45° Divisione Thunderbird, che il 17 febbraio 1944 respinse da solo un attacco tedesco, uccidendo o ferendo numerosi nemici.
  • Jack C. Montgomery, comandante del 1° Plotone della 45° Divisione Thunderbird, insignito della Medal of Honor per il coraggio dimostrato il 22 febbraio 1944.
  • Philip E. Nickerson, decorato con la Distinguished Service Cross per le sue azioni del 29 febbraio 1944, durante le quali affrontò più volte il fuoco nemico.

Il Borgo Durante la Guerra

Tra gennaio e maggio 1944, il borgo fu teatro di intensi scontri. All’interno delle sue mura trovarono rifugio sia gli abitanti locali che gli sfollati di Aprilia. Un bosco nei pressi di Campomorto ospitava un accampamento militare americano, nascosto agli osservatori tedeschi. Nel maggio 1944, durante l’Operazione Buffalo, il borgo divenne un centro per la raccolta di prigionieri tedeschi.

Il Dopoguerra e il Nome “Campoverde”

Nel 1958, il borgo di Campomorto venne rinominato Campoverde per abbandonare il richiamo al tragico passato. Negli anni ’60, all’esterno dell’antico casale fu eretto un cippo in memoria dei caduti della Repubblica Sociale Italiana (RSI), unico nel suo genere in Italia.

Unità Militari e Operazioni

Durante la Seconda Guerra Mondiale, diverse unità militari operarono nel territorio, tra cui:

  • Battaglione Autonomo Paracadutisti Nembo (gennaio-marzo 1944)
  • Battaglione di Fanteria di Marina Barbarigo (marzo-giugno 1944)
  • I Gruppo Aerosiluranti Carlo Emanuele Buscaglia dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana
  • Legioni dell’Urbe e Giulio Cesare e numerose altre formazioni della RSI.